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Il gufo reale è guarito ed è tornato a volare

 Negrar. Il rapace era stato ferito da un’arma da fuoco a inizio novembre, colpito dai pallini. In paese sono due gli esemplari censiti: l’uccello è stato curato dai volontari dell’associazione «VerdeBlu» di Castel d’Azzano.

Il gufo reale prima di essere lasciato libero

Il gufo reale prima di essere lasciato libero Foto Amato

È tornato libero a Prun il gufo reale ferito e ritrovato a inizio mese in via Sartori, in Valfiorita, in pieno giorno, grazie alla segnalazione di una cittadina. Alcuni pallini sparati da un’arma da fuoco lo avevano colpito in vari punti, senza ledere però punti vitali.
A detta degli esperti, gli animali selvatici feriti solitamente non cercano l’uomo, anzi, se ne tengono alla larga. Questo gufo invece, specie rara e protetta, è planato in una delle zone più densamente abitate del comune di Negrar. Forse voleva essere certo che la sua richiesta di aiuto non rimanesse inascoltata.
L’esemplare di rapace notturno, di cui esistono due coppie censite nel territorio negrarese, è stato soccorso e curato dall’associazione Verdeblù, che ha sede a Castel d’Azzano, incaricata dalla Provincia di recuperare la fauna selvatica in difficoltà, ferita o abbandonata.
Il gufo ha spiccato il primo volo dopo l’incidente da località Bongia, sopra Prun. E sta benone a giudicare dall’ampia virata che ha eseguito, scortato da VerdeBlu e dal suo presidente Fabrizio Croci, davanti a un pubblico delle grandi occasioni accorso per festeggiarne il ritorno all’ambiente naturale.
Provincia, Comune, Parco naturale della Lessinia, Federcaccia e associazione ambientalista hanno fatto quadrato attorno all’animale, condannato ogni azione contro gli animali rari e lanciato un messaggio a favore della tutela della fauna selvatica.
Il gufo reale, dal canto suo, si è guardato intorno con un certo sospetto e molta premura di andarsene. «Ha ricevuto le cure migliori, si è ripreso bene e velocemente», spiega Croci. «Queste specie sono molto reattive». È uno spettacolo della natura che non può passare inosservato per i curiosi occhi arancioni, l’apertura alare di oltre un metro e mezzo, i ciuffi a lato della testa, che ruota di oltre 200 gradi. Difficile scambiarlo per un fagiano qualunque. Facile invece pensare che il rapace sia stato colpito di proposito, magari da un bracconiere. Ma è un’ipotesi esclusa da Croci e dal vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente, Fabio Venturi, presente col consigliere provinciale della Lega Adelino Brunelli. «Questi animali non hanno mercato e pensiamo piuttosto a un errore di caccia», afferma Venturi. «Sbagliare è umano, ma umano deve essere anche segnalare lo sbaglio e permettere i soccorsi». Nel 2011 sono già 800 gli animali selvatici recuperati in tutto il territorio provinciale, ma solo il 20 per cento di questi è tornato libero: alcuni sono ancora in cura, altri sono deceduti. Quella del gufo reale di Negrar è una storia a lieto fine. «La tutela parte da un gioco di squadra», aggiunge il neo assessore comunale alla protezione civile, Federico Martinelli, alla sua prima uscita. «Il nostro augurio è che i cittadini segnalino prontamente gli animali in difficoltà». Il numero di riferimento, solo per quelli selvatici, è 334.184.0950.
«Per noi questa liberazione è un onore e un vanto», dichiara il presidente di Federcaccia Negrar, Giacomo Fedrighi, a cui fanno capo 114 soci che non ci stanno a passare per bracconieri o impallinatori senza scrupoli. «Il cacciatore non è un predatore, ma un custode del territorio. Crediamo in una caccia compatibile e sostenibile».

Camilla Madinelli

Aiutiamo il capriolo: un grazie a tutti coloro che hanno aderito

L’appello lanciato da Giada, testimonial della raccolta fondi per la realizzazione di un recinto per il capriolo 460, ha avuto esito positivo: la struttura è pronta per ospitare il giovane maschio di capriolo, rimasto vittima di un incidente d’auto in Lessinia.

Certo non potrà tornare libero, ma potrà condurre una vita accettabile, in un’area di circa 500 mq., con una vecchia stalla, una radura, un fitto sottobosco, un ruscello d’acqua limpida. Finora sono stati raccolti 2.210 euro, di cui 1.956,75 già spesi per l’acquisto di gran parte del materiale utilizzato. Restano da realizzare un piccolo boschetto e la nuova casetta. Eventuali eccedenze saranno destinate alle cure e a migliorare le condizioni di vita degli altri ospiti del Centro.
Non citeremo per intero i nomi dei donatori, per motivi di privacy, né le cifre donate, per rispetto. Vorremmo però ringraziarli tutti, uno a uno.

I donatori:
A. Liliana; A. Marco; Associazione A.N.U.U. – sez. di Verona; B. Claudio, Nicola, Augusto; B. Giancarlo; B. Orietta; B. Riccardo; B. Roberto; B. Simonetta e D.V. Fernando; B. Sonia; C. Ferdinando; C. Lorenzo; C. Maria Adelaide; C. Silvano Roberto; Calcio Mare (Castelfranco Veneto – TV); Camping Bergamini (Peschiera d. G. – VR); F. Carla e A. Roberto; F. Graziella e P. Michele; F. Luigi; F. Roberta e M. Demetrio; associazione Federcaccia – sez. di Verona; G. Cristina e M. Marino; G. Enrica e L. Simone; G. Maria Cristina e F. Gian Paolo; L. Giunia; M. Alberta in S.; M. Antonella; M. Caterina; M. Isabella; M. Maria Teresa; M. Simonetta e N. Giancarlo; associazione Mondo Vagabondo Onlus (Varese); O. Laura; P. Carlo; P. Gabriele; P. Mariarosa e B. Renato; P. Paola e F. Alfredo; S. Carla; S. Massimo; S. Pasqualina e G. Oreste; V. Teresa e C. Mario; Z. Wolfgang.

Un ringraziamento particolare ai giornalisti (Benacus.TV; RAI 1; TeleArena; Telenuovo; quotidiano L’Arena) che, interpretando i sentimenti dei cittadini, hanno contribuito a diffondere la notizia.
Grazie, VerdeBlu

Un appello per la sopravvivenza di un giovane maschio di capriolo

Fotografia di Miss Lessinia

Lo lancia Giada Dusina, bellissima e simpatica Miss Lessinia, a nome dell’associazione ambientalista VerdeBlu che gestisce, in collaborazione con la Provincia di Verona, il centro recupero fauna selvatica provinciale con sede a Castel d’Azzano nel parco «Le Sorgenti del Castello».

«Il giovane capriolo» racconta Giada «è stato investito da un veicolo in Lessinia, nella notte del 13 luglio. Prontamente recuperato da personale della Polizia provinciale e ricoverato presso il C.R.S. VerdeBlu Castel d’Azzano, per salvarlo si è resa necessaria l’amputazione di una zampa posteriore.

Fotografia del caprioloNon potrà mai più essere liberato in Natura, bisognerà occuparsene a vita. Ovviamente non potrà passare tutta la vita nel recinto di cura in cui è ora ma, una volta ristabilito, necessiterà di uno spazio più ampio». Fondamentale sarà la collaborazione di quanti faranno propria la questione. «Vorremmo costruire recinto di dimensioni maggiori» prosegue Giada «per questo motivo abbiamo lanciato una raccolta fondi per reperire la somma necessaria».

Per vedere il servizio realizzato in Tv dal canale “Benacus, la TV del Lago di Garda”, il link per il video è questo:Centro della VerdeBlu in TV

Chi volesse aiutare VerdeBlu a realizzare un’adeguata sistemazione per il capriolo, potrà mettersi in contatto direttamente con l’associazione al numero telefonico: 334.18.40.950 ovvero eseguire un bonifico bancario sul conto corrente intestato VerdeBlu presso Crever Banca spa – agenzia di Affi (VR) – coordinate bancarie: IT 15 D 03245 85830 000000000227, con causale “aiutiamo il capriolo”.

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